giovedì 3 aprile 2014

ANZIANI S.p.A.


In un piccolo paese della profonda maremma, vivono una colonia di antichi signori, hanno tempre fortissime, si narra che vivano oltre i cent’anni. Un bel dì d’agosto, all’ombra di una quercia che allarga i suoi rami a proteggere dai raggi solari, ristoro fresco per giovani ed anziani addobbato con panchine, si appresta ad arrivare un’anziana signora accompagnata da una più giovane, la fa accomodare sulla panchina:
- stai ferma qui zia, non ti muovere…io torno subito…

- o bella, e dove vuoi che vada.
Poco più in là, la signora più giovane, si allontana e se ne perde la vista tra le maglie estive colorate delle persone che si aggirano tra le bancarelle del mercato.

domenica 5 gennaio 2014

DIMMI CHE SMARTPHONE HAI E TI DIRO' CHI SEI!


E’ proprio vero che la comunicazione risulta essere più efficace ora che ci sono molti più strumenti a disposizione o era meglio quando si stava peggio, frase qualunquista ma che a volte i nostri anziani ancora ribadiscono?
 
E’ vero che siamo più capaci ora di comunicare in quest’era della super-comunicazione mediatica avendo a disposizione smartphone d’Android, d’i-Phone, quadri-Phone, in attesa del  sesto-i-Phone, tutti presi ad aggiornarsi sulle ultime di facebook, twitter, chat, sms, o si comunicava meglio quando seduti in un cortile si raccontavano storielle e si librava la fantasia alle stelle? Dov'è finita la "parola parlata" in grado di umanizzare i pensieri con il suo potere simbolico impoverita i tutti i suoi aspetti, allegerita da quel degrado culturale che investe la nostra società da un ventennio a questa parte? 

giovedì 18 luglio 2013

SPERIAMO CHE SIA FEMMINA

“Crederò all’uguaglianza tra uomini e donne solo quando vedrò una donna incompetente occupare un posto di responsabilità”, è una battuta deliberatamente provocatoria di Francoise Giroud, prima donna in Francia ad occupare il Ministero delle Pari Opportunità negli anni settanta. E come tutte le battute ha in se un sapore dal gusto retro amaro che nasconde una grande verità. 

Se rinascono, vorrei nascere uomo, mica per altro, per essere più facilitata nel lavoro, commenta un'amica infermiera stanca dalle fatiche giornaliere e dagli ostacoli quotidiani, donne arrampicate alla vita di tutti i giorni con le solite peripezie tra lavoro, famiglia, figli, marito, genitori e suoceri da accudire, cognate e zie da assistere sino alla settima generazione, mentre l’uomo beatamente si dedica alla sua carriera, indubbiamente più facilitata rispetto a quella delle donne che invece è più sofferta, sudata, tormentata, studiata.